Ricordando le vittime di Hiroshima e Nagasaki

Atomic_bombing_of_Japan

Il 9 agosto 1945, alle ore 11.02, Bockscar, il bombardiere B-29 che trasportava una bomba atomica al plutonio, comandato dal maggiore Charles Sweeney, di 25 anni, sganciò il suo cargo mortale sulla città di Nagasaki da un’altezza di quasi 10.000 metri. Come l’obiettivo primario Kokura, anche Nagasaki era nuvolosa. Con carburante sufficiente solo per tornare ad Okinawa, il maggiore Sweeney dovette centrare il suo obiettivo con uno solo volo sulla città. Le nuovole si aprirono, rivelando la zona industriale: ecco l’obiettivo. L’esplosione effettiva, comunque, avvenne 500 o 600 metri più a nord, su un campo da tennis.
Tre giorni prima, esattamente il 6 Agosto 1945, la prima bomba atomica fu sganciata sulla città di Hiroshima. 90.000 persone morirono all’istante, altre 145.000 morirono nei giorni seguenti. A Nagasaki persero la vita 40.000 persone al momento dell’esplosione, e altre 75.000 entro la fine dell’anno. Tutto ciò che era presente nell’arco di pocnagasaki sagomahi kilometri venne disintegrato all’istante: umani, non umani, piante, oggetti. Di alcuni, non rimase che la sagoma. La temperatura salì a 4.000 °C, vaporizzando persone e animali non umani e sciogliendo gli edifici. La pioggia radioattiva che seguì l’esplosione causò la morte dei pesci nei fiumi.
Per la gravità dei danni diretti ed indiretti causati dagli ordigni, per le implicazioni etiche comportate dall’utilizzo di un’arma di distruzione di massa e per il fatto che si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi, i due attacchi atomici vengono considerati gli episodi bellici più significativi dell’intera storia dell’umanità.(1)

 

Molto si è detto sulle esplosioni che colpirono Hiroshima e Nagasaki. Commemorazioni, libri, film, documentari, hanno portato alla luce le conseguenze di un atto di distruzione di massa, in cui persero la vita centinaia di migliaia di persone, con conseguenze pensantissime anche negli anni a venire. Nonostante l’impatto evidente che le bombe avevano avuto – rasero al suolo kilometri e kilometri di città, sciogliendo edifici e uccidendo tutto ciò che di vivente incontrò le radiazioni – gli esseri umani non si sono fermati. Le vittime di quelle terribili invenzioni non furono solo coloro che persero la vita quel giorno, nei mesi successivi o che nacquero con malformazioni.
Dal 1946 in poi, gli esperimenti nucleari furono fatti su animali non umani. Caricati su navi o imprigionati nel deserto, gli animali altro-da-umani sono stati utilizzati per scoprire gli effetti delle radiazioni atomiche. Sono state fatte esplodere anche bombe in mezzo all’oceano, negli atolli, per verificarne l’influenza sulla fauna selvatica (ovviamente, non le fa molto bene).
Non paghi, dunque, dello sterminio provocato con lo sgancio delle due bombe nucleari, gli esseri umani hanno continuato ad utilizzare esseri senzienti per testare armi e proseguire sul cammino della violenza e della sopraffazione. Solo quando questa folle idea di dominio e sfruttamento verrà eradicata dalla società umana, ci sarà pace per tutti gli esseri senzienti.
Per non dimenticare.

nagasaki 1

(1) Fonte wikipedia

Fonte foto
Ricordando Nagasaki
This entry was posted in animalismo, antimilitarismo, antirazzismo, colonialismo, general, liberazione animale, memorie, memorie & storia and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink.