Donne e animali: una questione femminista? pubblicato online il nr. 23 di Dep “Femminismo e questione animale”

copertina dep 23E’ on line il nr. 23 del 2013 di DEP, interamente dedicato a Femminismo e  questione animale”. Si possono scaricare sia i singoli contributi che il numero nel suo insieme.
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La giustificazione ideologica patriarcale della presunta inferiorità femminile si annida nelle pieghe della de-umanizzazione, che Maneesha Deckha chiama sub-umanizzazione1. Questo meccanismo relega le donne, e le categorie considerate marginali, in una fascia esterna all’umano culturale. Cultura e natura subiscono una cesura, e le donne divengono la personificazione della natura. Sherry Ortner2 afferma
Lo status secondario delle donne, presente in tutte le culture può essere semplicemente definito con il postulato che le donne sono state identificate o simbolicamente associate con la natura, all’opposto degli uomini, associati invece alla cultura. Dato che la progettualità culturale prevede di trascendere la natura, e poiché le donne sono considerate parte della natura, allora la cultura può ritenere “naturale” subordinarle, per non dire opprimerle. (p. 73)
Lo scarto delle donne dalla natura è la posizione del femminismo dell’uguaglianza, che si propone di elevare la posizione femminile tra gli umani, escludendo ogni similitudine con l’animalità. Un atteggiamento che implica la rimozione dell’oppressione verso gli animali, e consente un’osservazione silente che rende complici3. Una complicità che si esprime con l’uso dei corpi animali, rimuovendone la soggettività, attraverso la cancellazione di ogni riferimento diretto4.
Il femminismo di matrice marxista e materialista propone, dal canto suo, un’analisi di tipo economico e indica nelle ineguaglianze il punto critico della struttura sociale e della sottomissione delle donne, come parte dell’insieme più ampio dell’oppressione delle classi lavoratrici e subalterne. La liberazione, in ogni sua accezione, passerebbe, secondo questa visione, attraverso l’abolizione della proprietà privata e l’accesso egualitario ai mezzi di produzione. Gli animali sono considerati solo in quanto soggetti edibili, in base al principio di accesso alle risorse e alla sovranità alimentari, e in quanto fonte di lavoro e reddito nel complesso industriale dell’agrozootecnia.
Il femminismo radicale di sinistra, come rammenta Lori Gruen5, pur ampliando la visione marxista, mantiene il focus sul materialismo e sulla storicizzazione, combinando un’analisi di classe con un’analisi di genere. Gli obiettivi politici sono la trasformazione degli apparati sociali e delle istituzioni. La natura e gli animali sono i referenti assenti di queste posizioni.
Tracey Smith-Harris6 sostiene che buona parte del movimento femminista, nel suo insieme variegato, si concentra sulle ripercussioni politiche della marginalizzazione delle donne, e non ritiene prioritario affrontare la questione dei soggetti nonumani. Carol Adams pensa che il femminismo sia concentrato su di sé ed esprima un sistema di pensiero specie-specifico7 che obnubila ogni altra questione. Lynda Birke8 afferma che il femminismo, inteso come movimento sociale, si reputa un discorso critico in grado di abbracciare qualsiasi tema, ma che abbia di fatto tralasciato la questione animale. Queste riflessioni accomunano molte femministe che si interrogano sulla questione animale e che cercano di far incontrare questi due ambiti9, per ottenere una fattiva inclusione di ogni oppressione nelle lotte di liberazione.
Per superare la logica dualistica e binaria, che Rosemary Radford Ruether10 definisce l’“ideologia maschile del dualismo trascendente”, si dovrebbero individuare le sacche di permanenza delle visioni androantropocentriche e destrutturarle, attraverso procedimenti che prevedono la riconsiderazione dell’alterità. Il pensiero ecofemminista è una possibile soluzione, poiché rifiuta l’insieme delle forme di dominio e agisce una pratica di liberazione. Questo grazie a processi di empatia, compartecipazione, olismo, inclusività e mutualità. In questo caso il femminismo è inteso “come una filosofia trasformativa che abbraccia i miglioramenti della vita sulla terra per tutti i suoi abitanti”11.
La proposta è che il femminismo si possa occupare della questione animale senza dover rinunciare alle sue peculiarità, ma anzi creando reciproche alleanze utili a debilitare la permanenza del sistema di dominio sulle donne, la natura e gli animali. Questa convinzione emerge in diversi scritti femministi animalisti12, consapevoli che la comprensione della questione animale sia uno dei temi peculiari del femminismo per la massiccia presenza di donne nel movimento e per le comuni sofferenze. Così come la questione femminista dovrebbe entrare a pieno titolo nell’animalismo, giacché il femminismo ha una lunga tradizione di critica al sistema e di riconoscimento delle ineguaglianze. Né il femminismo né l’animalismo sono scevri da critiche perché spesso si presentano in modo settario dimenticando che la connessione è la migliore strategia politica per entrambi. Non si intende pertanto proporre un’omologazione indistinta in cui tutti e tutte si occupano di tutto, ma cercare di integrare elementi appunto comuni sia da un punto di vista teorico che della prassi.

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Note
1 Deckha Maneesha, The Subhuman as a Cultural Agent of Violence, in “JCAS – Journal for Critical Animal Studies”, VIII, 3, 2010, pp. 29-51.

2 Sherry B. Ortner, Is female to male as nature is to culture?, in Woman, culture, and society, Michelle Zimbalist Rosaldo – Louise Lamphere (eds), Stanford University Press, Stanford, CA 1974, pp. 68-87.

3 Josephine Donovan, Animal Rights and Feminist Theory, in “Signs”, XV, 2, Winter 1990, pp. 350375. Questo saggio è tradotto in italiano nel nr. 23 2013 di  Dep (http://www.unive.it/media/allegato/dep/n23-2013/Documenti/07_Donovan.pdf), con il titolo Diritti animali e teoria femminista.

4 Carol J. Adams, The Sexual Politics Of Meat, Continuum, New York 1991.

5 Lori Gruen, Dismantling Oppression: An Analysis of the Connection Between Women and Animals, in Ecofeminism. Women, Women, Animals, Nature, Greta Gaard (ed.), Temple University Press, Philadelphia 1993, pp. 60-90.

6 Tracey Smith-Harris, Bringing Animals into Feminist Critiques of Science, in “Canadian Woman Studies/Les Cahier de la Femme”, XXIII, 1, pp. 85-89.

7 Carol J. Adams, Neither Man Nor Beast: Feminism and the Defense of Animals, Continuum, New York1995.

8 Lynda Birke, Intimate Familiarities? Feminism and Human-Animal Studies, inSociety and Animals”, X, 4, 2002, pp. 429-436.

9 Lori Gruen – Kari Weil (eds.), Special issue – Animal Others, in “Hypatia”, XXVII, 3, August 2012, pp. III-IV, 477-700.

10 Rosemary Radford Ruether, New Heaven/New Earth: Sexist Ideologies and Human Liberation, Seabury, New York 1975, cit. in Carol J. Adams – Josephine Donovan (eds.), Animals and Women, op. cit., p. 2.

11 Josephine Donovan, Animal Rights and Feminist Theory, op. cit., p. 359.

12 Per citarne solo alcuni dell’ultimo decennio: Anonyma, Feminismo y Liberacion Animal, in “Sombras y Cyzallas”, 0-1, 2002, pp. 4-5; Catharine A. MacKinnon, Of mice and men: A feminist fragment on animal rights, in Animal rights: Current debates and new directions, Sunstein Cass R. – Nussbaum Martha C. (eds.), Oxford University Press, New York 2004; Ruby Hamad, Feminists must stop ignoring Animals, in “The Scavenger”, 23 feb. 2012, s.p.; Maneesha Deckha, The Salience of Species Difference for Feminist Theory, in “Hastings Women’s Law Journal”, XVII, 1, 2006, s.p.; Greta Garrd, Feminist Animal Studies in the U.S.: Bodies Matter, in “Dep”, 20, 2012, pp. 14-21 (http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=138551); Greta Greta, Speaking of Animal Bodies, in “Hypatia”, XXVII, 3, 2012, pp. 520-526; Maneesha Deckha, Toward a Postcolonial, Posthumanist Feminist Theory: Centralizing Race and Culture in Feminist Work on Nonhuman Animals, in “Hypatia”, XXVII, 3, 2012, pp. 527-545; Emily Clark, ‘The Animal’ and ‘The Feminist’, in “Hypatia”, XXVII, 3, 2012, pp. 516-520; Maneesha Deckha, Animal Advocacy, Feminism and Intersectionality, in “Dep”, 23, 2013, pp. 48-65 (http://www.unive.it/media/allegato/dep/n23-2013/Documenti/03_Deckha.pdf) ; Lisa Kemmerer, Ecofeminism, Women, Environment, Animals, in “Dep”, 23, 2012, pp. 66-73 (http://www.unive.it/media/allegato/dep/n23-2013/Documenti/04_Kemmerer.pdf).

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by strix

 

 

 
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