Vivere la guerra. Pensare la pace (1914-1921) / Living war. Thinking peace – Call for Papers

2011Congress02
La rivista telematica sulla memoria femminile, DEP. Deportate, esuli, profughe  intende organizzare un Convegno Internazionale sulle donne e la prima guerra mondiale che si terrà a Venezia il 27-28 novembre 2014. Il convegno intende coniugare le diverse “esperienze” belliche delle donne con il “pensiero” femminista sul nodo pace/guerra e valorizzare le attività e i comportamenti che traducono in forma concreta l’alterità della visione femminile rispetto ai problemi e alle sofferenze poste dal conflitto. Dal punto di vista metodologico si privilegeranno prospettive di carattere soggettivo e collettivo, al fine di superare immagini e rappresentazioni convenzionali prodotte delle “mobilitazioni” belliche. Il convegno sarà strutturato su due sezioni tematiche:
 I. Vivere la guerra/pensare/desiderare la pace. In questa sezione si intendono affrontare, in un quadro che evidenzi la diversità delle “guerre” al femminile, le contraddizioni, la fatica del cambiamento, le diverse situazioni di guerra vissuta, le parole e le esperienze che esplicitino non solo le sofferenze ma anche il coraggio, i sentimenti, le relazioni familiari e sociali messe a dura prova dal conflitto. Le tematiche che si vuole esplorare sono le seguenti:
I. 1. Donne, guerra e la fatica del cambiamento: La guerra impose una accelerazione dei processi sociali ed economici, modificando identità personali e professionali, pratiche, relazioni sociali, incidendo sulle strutture familiari e sulle stesse comunità; in questo quadro si vuol emettere in luce la “fatica” di questo cambiamento, la diversa dimensione che assunse la vita e il lavoro quotidiano nella società in guerra; gli ambiti di indagine da indagare potrebbero essere i seguenti: il lavoro di cura in ambito familiare; il lavoro extradomestico: conflittualità, ambiguità e contraddizioni del lavoro femminile in guerra; “interpretare” e vivere la guerra: prassi, abilità, comportamenti generati nel corso del conflitto; le relazioni sociali nelle comunità: solidarietà, contrasti, mobilitazione e marginalizzazione; la smobilitazione e il ritorno della pace; novembre 1918: il “ritorno” degli uomini / il “ritorno” delle donne.
I. 2. Donne e violenza: Nelle aree di confine ma anche nei “fronti interni” le donne fecero esperienza della violenza bellica, diretta o mediata; si intendono esplorare le diverse articolazioni della violenza “subita” (deportazioni, internamenti, occupazioni, bombardamenti, profuganza; povertà e prostituzione) e il tema della fame e della carenza alimentare; si porrà l’accento sulle sofferenze ma anche sulla valorizzazione delle strategie adottate, individuali e collettive, per superare questi drammatici eventi.
I. 3. Voci/parole di sofferenza, di amore, di pace. Imponendo lunghe separazioni, la guerra fu vissuta, spesso in maniera inedita, anche attraverso la scrittura, formalizzando riflessioni, accadimenti, sensazioni; si vuole esplorare le modalità con cui venne concettualizzata ed espressa la nuova condizione bellica, la prolungata assenza di figli e mariti, lo stato di sospensione e di angoscia determinato dalla drammatica realtà della guerra, la ricerca di affetto e di “rigenerazione” delle relazioni coniugali e familiari, la speranza di pace e di cambiamento degli assetti sociali.
II. Pensare/agire per la pace. L’approccio femminista alle relazioni tra le nazioni e le esperienze di aiuto e solidarietà. In questa sezione il convegno intende indagare il tema del pensiero femminista e pacifista rispetto alle relazioni internazionali, al rapporto tra le nazioni, alla necessità di esperire strategie e pratiche nonviolente che rendano la pace una alternativa possibile al conflitto e alle istanze nazionali/nazionalistiche. Uno spazio sarà dedicato all’analisi del percorso politico che ha portato le avanguardie del movimento suffragista internazionale a mobilitarsi per la pace, promuovendo il Congresso internazionale delle donne inaugurato all’Aia il 28 aprile 1915. I risultati di quel Congresso, in particolare la proposta di lavorare ad una soluzione mediata del conflitto in corso per arrivare ad una pace senza vincitori né vinti, offrono la possibilità di indagare le proposte per una politica estera ispirata da principi pacifisti e femministi elaborate dalla Women’s International League for Peace and Freedom (WILPF) e valutare i mutamenti della riflessione e dell’agire femminile tra guerra e dopoguerra. Dell’agire femminile in favore delle vittime della guerra durante e dopo il conflitto, a tutt’oggi sottovalutato e sminuito, si metteranno in luce alcune implicazioni fondamentali nell’ambito politico e teorico: la denuncia della natura della guerra e delle logiche intrinseche all’organizzazione militare, la critica del nazionalismo, la volontà di dimostrare la forza della nonviolenza e affermare la responsabilità femminile nei problemi internazionali. Esempi significativi potrebbero essere quello dell’azione delle donne nella Emergency Committee for the Assistance of Germans, Austrians and Hungarians in Distress, nella Auskunft-und Hilfsstelle für Deutsche im Ausland und Ausländer in Deutschland, nella Friends’ War Victims Relief Committee e, soprattutto, in Save the Children, l’organizzazione che vedeva nel bambino il simbolo di un nuovo internazionalismo. Non si trattava di carità, ma del progetto di unire l’azione sociale e volontaria delle donne con la responsabilità internazionale nella speranza che le nuove relazioni internazionali potessero essere fondate sui bisogni umani elementari e la politica sulla compassione.
 Lingue del convegno: Italiano/Inglese
Le proposte di relazione (max 2000 caratteri) dovranno riportare: un titolo provvisorio; una descrizione del tema che si intende affrontare; l’indicazione delle fonti cui si fa riferimento; un breve cv e i recapiti del proponente. Devono essere inviate in formato elettronico a: bbianchi@unive.it entro il 28 febbraio 2014 e saranno valutate entro il 31 marzo 2014.
Qualora le proposte valide superassero il numero degli interventi previsti al convegno, il comitato organizzatore invita gli autori delle proposte accettate a partecipare al Convegno e a presentare in forma scritta i loro interventi che verranno poi pubblicati sulla rivista DEP  in un apposito numero monografico.

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