Una piccola riflessione tra le incursioni: e i cani e i gatti? – di Nadia Harhash

cani palestinesiNadia Harhash è una blogger palestinese che aggiorna costantemente il suo blog con notizie e riflessioni sulla guerra contro il popolo palestinese. In questa sue brevi considerazioni sui cani che vivono con la sua famiglia e sull’evidenza delle emozioni comuni, Nadia riesce a trasmettere il nonsenso della guerra, della paura, dell’annientamento. Un forte monito contro la guerra.

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Durante le ultime due settimane Gaza è stata stravolta dalla distruzione. Sono stati uccisi bambin*, sono state compiute devastazioni e demolizioni, si è continuato a bombardare. Qualcun* ha pensato a cosa accade agli animali, come ad esempio cani e gatti?

Sembra accidentale pensare al futuro degli animali quando il futuro di bambini e adulti umani è stato distrutto e in molti casi le esistenze sono state cancellate.

In un Paese dove gli animali domestici, specialmente i cani sono per strada e nei casi migliori nei cortili delle case. Cosa potrebbe accadere a quelle povere creature? I gatti in Palestina si riproducono come qualsiasi gatto ogni due o tre mesi.

Non sono una grande sostenitrice dei diritti animali, dopo tutto sono palestinese. Riusciamo a combattere a mala pena per avere dei diritti.

Ma mi è successo di essere tra quelle madri fortunate con quattro figli e due cani. La mia relazione con i cani non era granché amichevole. Crescendo in una cultura che afferma che i cani sono impuri tendi a sottrarti ogni volta dal tocco di un cane. Ma sono cresciuta gioendo della presenza di gattini fino a che il nostro ultimo gatto Nietzsche attirò tutti i gatti maschi del quartiere e le loro lotte avvennero nella mia camera da letto nel pieno della notte. In questo momento sto rivelando un segreto che se fosse scoperto dai miei figli mi ucciderebbero, dato che Nietzsche non scappò, ma fu affidato ad una persona che si cura dei gatti a Gerusalemme vecchia.

Talvolta penso che gli animali vogliono sentirsi animali, non solo stare a casa con umani noioso che li coccolano e li cibano.

Qualche anno fa fu regalato un cane per il compleanno di mio figlio, un cane dolce, ma ovviamente l’ho rifiutato. Ricordo che urlavo per il disgusto ed evitavo gli occhi di quella piccola creatura che cercavano la mia compassione. Ma Brownie era un cane che nessuno poteva odiare. Così dolce, calmo, carino, obbediente. Un po’ noioso per qualcuno come me. Ma nel bene e nel male questo cane ha portato molto amore e calore nella nostra casa. Rimane difficile nella mia cultura stare con dei cani. La gente è esattamente come ero io quando non riuscivo a toccare un animale. La parola impuro e allontanarsi con disgusto e paura è più di un cliché. Ma ho realizzato anno dopo anno che la curiosità dei bambini verso i cani in generale può costringere a cambiare gli atteggiamenti della cultura e della società in cui viviamo.

Qualche anno dopo, decidemmo di adottare un altro cane, dato che Brownie viveva per la maggior parte del tempo con mio figlio nella casa di suo padre. Dopo alcune visite al rifugio decidemmo di comportarci come una famiglia normale e di adottare un cane e scegliemmo Zoe…ok…Zoë, un cucciolo, metà chiwawa e metà umano. Ci ha letteralmente messi nel caos, non che la nostra casa sia un posto ordinato, ma questo cane ci ha ribaltato la vita. Sì, fino a quel momento. Dovete sapere che i cani mangiano di tutto, specialmente la biancheria intima. I calzini? Questo è Zoë. Ma stranamente tutto il quartiere lo conosce per nome. Lui è convinto di essere un lupo o un leone ed è il vero uomo di famiglia.

Con questi cani abbiamo avuto molte avventure, li abbiamo persi, sono stati rapiti, investiti da un’auto, e un evento dopo l’altro mi sono convinta delle capacità dei cani circa il loro ambiente e gli umani di riferimento. Quello che è rilevante è il particolare silenzio sia di Brownie che di Zoë durante le incursioni di Shufat.

Brownie ha trascorso tutto il tempo nascosto sotto la sua cuccia ogni volta che sentiva gli elicotteri in cielo o la polizia e le Forse Speciali che sparavano o spargevano gas in strada.

Zoë improvvisamente si zittiva e non abbaiava, mentre di solito lo si sente abbaiare fino in fondo al quartiere per qualsiasi movimento senta vicino alla casa. Questa volta si è completamente zittito. Entrambi erano appiccicati alle mie gambe, qualsiasi movimento facessi. Quando tornavo dal lavoro li trovavo accoccolati sotto la cuccia. Pensavo a quanto avrebbe avuto da dire se avessero avuto l’opportunità di esprimere quello che provavano. Una cosa era ovvia: provavano paura.

Non potevo non pensare a quello che succede ai cani e ai gatti di Gaza. Sembra senza senso discutere di questo ora mentre non si riesce nemmeno a pensare a come salvare gli esseri umani. Ma sono sicura che tra le molte perdite di Gaza, molti sono i cani e i gatti che erano curati e cibati dalla gente che li ha persi e si addolora e qualcuno che ha cercato di salvarli.

Forse è solo in luoghi come Gaza che la lotta per i diritti umani e i diritti animali sono sullo stesso piano. Se però ti adoperi per realizzarne uno, fai già molto.

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fonte originale
trad. di strix
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