Sessismo e omotransnegatività nel movimento antispecista – di erika

safe space
Intervento presentato il 4 ottobre 2014 al seminario ECOVEGFEMMINISMO E LIBERAZIONE ANIMALE: Intersezionalità delle forme di oppressione: genere e specie, nell’ambito delle iniziative di Liberazione animale e della terra: strategie e connessioni con altre lotte,   svoltesi a Villa Vegan a Milano.
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Safe space
Quando si parla di sessismo e omotransnegatività non è raro che ci siano persone che abbiano avuto esperienze negative legate a violenza fisica o psicologica e che il racconto di quanto vissuto – da sé o da altr* – possa scatenare forti reazioni emotive. Ecco perché è importante creare anzitutto un safe space, uno spazio sicuro.
Safe space – spazio sicuro1:
Un posto dove chiunque può rilassarsi ed esprimere se stess* completamente, senza paura di essere mess* a disagio, non benevenut*, non al sicuro riguardo il sesso biologico, razza/etnicità, orientamento sessuale, identità o espressione di genere, provenienza culturale, età, capacità fisica o mentale; uno spazio dove le regole tutelano il rispetto e la dignità di ogni persona e incoraggiano fortemente ciascun* a rispettare le altre persone.
Uno spazio sicuro include:
  • che l’incontro non sia registrato, a meno che tutte le persone presenti siano d’accordo
  • non venga riportato al di fuori del luogo in cui viene condiviso ciò che è stato detto di personale
  • che si tratti anche di uno spazio per imparare, quindi bisogna sapersi mettere in discussione e fare attenzione a ciò che viene segnalato come comportamento sessista, omotransnegativo, razzista, ecc.
Trigger warnings
I trigger warning sono delle indicazioni che riguardano i contenuti che potrebbero scatenare reazioni forti, solitamente posti all’inizio di articoli e/o video. Son creati per prevenire che persone che hanno una risposta emotiva estremamente forte e lesiva (ad esempio, flashback post-traumatici o spinte ad autolesionarsi) a determinati argomenti si trovino ad affrontarli senza preavviso.
I trigger warning sono utilizzati principalmente per segnalare riferimenti a questi tipi di contenuti:
  • abuso sessuale
  • tortura
  • abuso psicologico
  • autolesionismo
  • disturbi alimentari
  • suicidio
Significato di alcune parole
Succede a volte che si dia per scontata la conoscenza di alcune parole o argomenti, anche senza averli approfonditi. Questo succede anche nell’ambiente antispecista, che pur spesso dichiarandosi antisessista e anti-omotransnegativo non approfondisce la tematica femminista e lgbtqi,se non in casi individuali. Ecco allora l’importanza di condividere una terminologia comune per affrontare la questione del sessismo e dell’omotransnegatività.
Il linguaggio di genere binario divide le persone in donne e uomini, e i loro tratti e peculiarità in ‘maschile’ e ‘femminile’ senza altre opzioni. Molte persone non si identificano completamente né con ‘maschile’ né con ‘femminile’.
Sesso biologico
Appartenenza biologica al sesso maschile, al sesso femminile o all’intersessualità; viene definito dal sesso attribuito alla nascita che è determinato da cromosomi sessuali, caratteri sessuali primari e secondari, ormoni, gonadi (cromosomico, anatomico, gonadico).
Identità di genere
Esperienza interiore e individuale che riguarda il genere che ogni persona sente profondamente come proprio. Nel caso di perfetta corrispondenza nella percezione di genere, ruolo di genere e sesso biologico si parla di persona cisgender. Nel caso in cui non vi sia una corrispondenza, si parla di persona transgender.
Ruolo di genere
Insieme delle aspettative e dei modelli sociali che determinano i comportamenti tradizionalmente appropriati per gli uomini e per le donne, definendo come si debbano comportare attraverso modi di vestire, linguaggi del corpo, emozioni, stili di vita, professioni che sono classificati come maschili e femminili in una determinata cultura e in un dato periodo storico.
Orientamento sessuale
La direzione prevalente dell’attrazione emotiva e sessuale verso altre persone: si parla di eterosessualità, omosessualità, bisessualità, pansessualità.
Cisgender
Cis” significa ‘dalla stessa parte’, si è cisgender quando ci si identifica con l’identità di genere assegnata alla nascita.
Sessismo
L’ideologia secondo cui un genere è superiore ad un altro. È una grave forma di discriminazione basata sull’appartenenza ad un genere sessuale piuttosto che all’altro e alla conseguente presunta superiorità di un genere sull’altro, intesa comunemente come “maschilismo” (convinzione che il sesso maschile sia “superiore” a quello femminile).
Omotransnegatività
I concetti di omofobia e transfobia sono criticabili in quanto riconducibili ad una “patologia” psicologica, la fobia appunto. Il rifiuto e la negazione della dignità delle persone lgbtqi è invece un costrutto sociale e politico che impatta sulle vite di chi è emarginat*, discriminat* e dominat* per la non conformazione alla norma eterosessuale/eterosessista, per questo si opta per l’utilizzo di termini quali omonegatività, transnegatività e omotransnegatività, riconducibili proprio alla condotta sociale collettiva a cui aderisce anche la singola persona.2
Eteronormatività
Si intende la naturalizzazione dell’eterosessualità quale ‘normale’ espressione delle relazioni sessuali.
Coming out
Dichiarazione pubblica della propria omosessualità. Per le persone omosessuali il coming out è un gesto volontario, di grande importanza e valore personale e sociale.
Outing
Rivelazione da parte di altre persone, contro la propria volontà, della propria identità di genere o orientamento sessuale.
Discriminazione
Consiste in un trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo o un gruppo di individui in virtù della loro appartenenza ad una particolare categoria. Alcuni esempi di discriminazione possono essere il razzismo, il sessismo, lo specismo e l’omofobia.
Privilegio e oppressione
just be yourself

Se vuoi farcela, sii semplicemente te stess*!

Il privilegio è il concetto sociologico secondo il quale alcuni gruppi di persone hanno dei vantaggi rispetto ad altri gruppi. Il termine è comunemente usato parlando di disuguaglianza sociale, con particolare attenzione alla razza, genere, età, orientamento sessuale, disabilità e classe sociale. Elementi specifici del privilegi possono essere di carattere finanziario o materiale come l’accesso alla casa, all’educazione o al lavoro ma anche di tipo emotivo o psicologico, come un senso di fiducia in sé e sentirsi a proprio agio o avere un senso di appartenenza e valore nella società.
Il privilegio non si sceglie ma troppo spesso si fatica a prenderne coscienza e a riconoscerlo come tale. Il sociologo Michael S. Kimmel descrive il privilegio come un “correre con il vento alle spalle”, non consapevoli dell’invisibile sostegno, supporto e propulsione. Il fatto stesso di negare di avere dei privilegi è una forma di ingiustizia verso coloro che non ne possono beneficiare. Questa negazione può essere considerata una forma di microaggressione, in quanto nega l’esperienza delle persone che non hanno questi privilegi e minimizza gli svantaggi che devono affrontare.1
Secondo la Teoria dell’oppressione sistemica, tutte le persone hanno uno dei due ruoli quando si relazionano con le altre persone nella società, oppress* o privilegiat*: (a) le persone oppresse sono quelle appartenenti a gruppi sociali sfruttati a causa della loro differenza. Questi gruppi sociali sono subordinati nella società. (b) Le persone privilegiate sono coloro che appartengono a gruppi sociali che hanno potere, che lo vogliano o meno, perché la loro differenza è percepita come più desiderabile e quindi legittimata dalla società in modo culturale e strutturale. Questi gruppi sociali sono dominanti nella società e rappresentano il modello di riferimento per tutto il resto: uomo bianco eterossessuale di classe medio-alta abile.2

Gruppo sociale

Privilegiat*

Oppress*

Genere

Uomo

Donna, intersex, transgender, genderqueer

Età

Adult*

Bambin*, teenager e anzian*

Corpo abile

Persone senza disabilità

Persone con disabilità

Religione

Cristianesimo

Ateismo, buddhismo, induismo, ecc.

Etnia

Europea

Persone di colore, Rom, ecc.

Classe sociale

Media e alta società

Pover* e classe operaia

Orientamento sessuale

Eterosessuale

Lesbica, gay, bisessuale, queer, ecc.

Origine nazionale

Nat* in Italia

Immigrat* o rifugiat*

(prima) Lingua

Italiano

Altre dall’italiano

L’antisessismo non significa solo combattere i meccanismi espliciti del sessismo (stupro, violenze domestiche e linguaggio sessista), vuol dire anche rimettere in gioco i rapporti personali, sfidare le idee che creano la cultura del patriarcato, e il modo con cui le persone socializzano. Non sono questioni convenienti per cui combattere perché bisogna lavorare nel profondo di se stessi, ritornare sui passi dello sviluppo umano, e dedicare tempo ai processi di crescita e cambiamento.
È necessario rifiutare le idee ed i comportamenti che ripropongono il sessismo, sia nei rapporti personali che nei gruppi e nei movimenti. 3
Il sessismo/maschilismo non è solo eterosessualità, è ricerca di potere, comporta chiusura, competitività, grigiore, insensibilità, interesse per le cose e i traguardi, più che per le persone e la trasformazione. È di fatto il puntello psicologico dell’organizzazione del lavoro nelle società industrializzate, con minime variazioni dipendenti dal fatto che ci si trovi in una società liberata piuttosto che capitalista. Gli uomini sono obbligati in questo ruolo come le donne sono obbligate al loro4.
Perché affrontare il sessismo e l’omotransnegatività nell’ambiente antispecista?
Il sessismo deve incontrare la stessa rabbia e intolleranza che noi abbiamo verso il razzismo, lo sfruttamento degli animali e della terra, ecc. Non sono problemi separati, ma sono parte dello stesso sistema e della stessa ideologia di dominio, della stessa cultura dell’oppressione5.
L’antispecismo, per definizione, è il movimento che si oppone allo specismo, rifiutando l’idea della superiorità della specie umana sulle altre specie animali e sostenendo che l’appartenenza a una specie non giustifica la pratica di disporre della vita e della libertà di un essere di un’altra specie6.
L’antispecismo cosiddetto politico si propone inoltre una critica del dominio in toto: dominio degli esseri umani sulla natura e sugli animali (umani e non umani), dominio di chi è in posizione di potere su chi si trova in posizione di subordinazione, dominio di chi ha privilegi su chi non ne ha. La critica a queste forme di dominio porta all’antispecismo, antifascismo, antisessismo, antirazzismo, antiomotransnegatività, antiabilismo, ecc.
Troppo spesso, però, questo essere ‘anti‘ non rimane che un’etichetta che ci si attacca all’abito, senza andare a lavorare realmente su di sé, senza scalfire il proprio privilegio, senza analizzare davvero quali sono i propri comportamenti e se essi siano realmente privi di una qualche forma di dominio.
Troppe volte, nell’ambiente antispecista, chi vive sulla propria pelle le discriminazioni si è sentit* dire che è
troppo emotiv*, “sei veterofemminista!”, che “stavo solo scherzando perché io sono anti questo e quello”, quando ha fatto notare che la battuta e/o comportamento erano sessisti, omotransnegativi, ecc.
Che cosa è sessista, omotransnegativo o razzista non lo decidono le persone privilegiate che esercitano il dominio, ma le persone che quel dominio lo subiscono. Se una donna o una persona queer dice che è stata fatta una battuta sessista, o si accoglie la critica e si smette oppure non significa che non viene condiviso il principio dell’antisessismo/anti-omotransnegatività.
La critica al dominio richiede la volontà e la capacità di mettersi in discussione, di affrontare i propri limiti e accettare che siamo tutt* cresciut* in una società patriarcale e siamo portator* di prvilegi che non abbiamo scelto ma di cui dobbiamo prendere atto ed agire di conseguenza.
Il problema a volte è spiegare cos’è il sessismo, spesso le persone sono sessiste “inconsapevoli”, in quanto nella cultura patriarcale è insito il sessismo. Agli uomini “fedeli” al patriarcato, non conviene capire cos’è il sessismo e cercare di combatterlo, in quanto il sessismo porta loro solo vantaggi, dato che li rende predominanti. La cultura patriarcale però danneggia anche quegli uomini che vogliono liberarsene, perché diversi dalla massa e sensibili alle teorie femministe, in quanto spesso vengono scherniti e non compresi dagli altri uomini.
Il sessismo non è però solo una questione maschile, in quanto ci sono molte donne complici.
Spesso si fanno discorsi sul sessismo, ma molte pratiche però non vengono riportate nella vita quotidiana, in quanto spesso si ritiene la cosa poco importante, qualcosa che non è necessario condividere. Si ha troppa tolleranza per le manifestazioni esplicite di sessismo, sembra quasi ci sia una strana comprensione per certi atteggiamenti. Il fascismo, il razzismo non sono mai tollerati, il sessismo invece si1.
Un approfondimento reale ci porterebbe a renderci conto che tutti veniamo educati/e a essere sessisti/e, e che la strada per la liberazione da questa come da altre forme di pensiero gerarchizzanti è lunga e difficoltosa, e ci costringe a metterci in gioco in prima persona. Il solo fatto di essere stati/e forgiati/e, nella stessa definizione che diamo di noi stessi/e, nelle categorie del genere e il fatto di distinguere tra uomo e donna, tra etero e gay, tra uomo/donna e trans implica delle conseguenze. La pervasività di queste categorie nel nostro linguaggio e nella nostra cultura è tale che quando incontriamo una persona per la prima volta tendiamo subito a sovrapporle delle identità (gay, trans, di colore, disabile, etc) che crediamo di dedurre da alcune sue caratteristiche fisiche o comportamentali. Questo avviene in particolar modo con le persone che non rientrano nel modello normativo di essere umano, quello considerato più importante su cui tutte le altre differenze si misurano, ovvero l’uomo bianco eterosessuale di classe media…Queste caratteristiche, tutt’altro che neutrali, diventano identità cariche di implicazioni, pregiudizi, stereotipi che noi assumiamo per vere impedendoci una conoscenza reale dell’altro individuo, o comunque rendendocela più difficoltosa in quanto prima dovremmo distaccarci da tutta una serie di assunti che diamo per scontati2.
Sessismo e omotransnegatività nel movimento antispecista
Raccontare la propria storia, soprattutto quando include esperienze di transnegatività e discriminazione all’interno di un ambiente che si credeva ‘sicuro’ e accogliente, richiede grande coraggio e forza. Eppure si tratta di un prezioso contributo che deve far riflettere perché, oltre la teoria e le belle etichette, la lotta al dominio va vissuta nelle relazioni quotidiane, anche e soprattutto quando ci chiede di metterci in discussione e smantellare modalità di dominio interiorizzate.
Egon Botteghi, attivista antispecista e per i diritti GLBTIQ, ha portato una Critica ad alcuni elementi di transnegatività riscontrati nel movimento animalista3 al X incontro di Liberazione Animale, durante il seminario dal titolo Sessismo e omotransnegatività nel movimento antispecista.
Materiali
Alcuni dei problemi riguardanti le donne nei gruppi sono:
  • le nostre idee non sono prese seriamente
  • siamo etichettate come “emotive” e per questo non prese in considerazione dai media alternativi e da quelli ufficiali
  • le donne debbono continuamente educare gli uomini riguardo il loro sessismo e questo porta ad estenuarsi e spesso ad allontanarsi dai movimenti
  • non troviamo riscontri/riconoscimenti, mentre gli uomini li trovano facilmente
  • non siamo ugualmente rappresentate nei ruoli di “leadership” (nel prendere decisioni), o nelle assemblee
  • i media si rivolgono primariamente ai maschi come autorità
  • le donne non hanno facilità a parlare apertamente (o del tutto) quando sono presenti gli uomini
  • ci si aspetta che noi facciamo il lavoro più ingrato, o il lavoro che nessun altro ha voglia di fare
  • gli incontri sono organizzati con una impostazione maschile
  • le donne vengono considerate per prendersi cura degli uomini e ci si aspetta che abbiano un ruolo materno piuttosto che altri
  • il sessismo di un uomo può essere alleviato dal fatto che “è un così bravo attivista”
Quelli che seguono sono una lista di fattori che creano barriere al cambiamento all’interno dei movimenti4:
  • viviamo in una società sessista
  • è dato per scontato che il modo maschile di organizzazione è quello normale e standard di fare le cose
  • gli uomini sono nella posizione di poter decidere se confrontarsi con il sessismo o ignorarlo mentre le donne hanno comunque il destino di trovarsi di fronte al sessismo. Non possiamo ignorare un problema che ci colpisce direttamente senza spararci nei piedi.
  • le questioni delle donne sono considerate secondarie o non collegate agli obiettivi del movimento
  • la stanchezza delle donne nel continuare ad educare gli uomini riguardo al sessismo
  • gli uomini non vengono a discussioni sul sessismo e sui problemi delle donne (poiché come detto sopra, hanno il privilegio di decidere ciò che è o non è importante o ignorare il problema)
  • le donne non si sostengono abbastanza le une con le altre.
  • E ultima, ma non meno importante, una enorme negazione sul fatto che ciò sia un problema!
Rispetto per le persone trans*: le basi
  1. Usa il nome e il pronome che ti hanno chiesto di usare. Se non sei sicur* quale sia il pronome giusto, chiedilo – con modi educati, ovviamente. E’ molto importante usare il pronome corretto, perché ciò mostra alle persone che si rispetta la validità della loro esperienza.
  2. Non chiedere loro quale sia il nome ‘vero’ o quello ‘di nascita’. Usa il nome che preferiscono: quello è il loro vero nome!
  3. Rispetta i loro limiti (nel senso di barriere personali). Se fai una domanda personale, accertati che sia ok per loro. Domande personali sono (che solitamente non ci si permette di fare!!!):
  • domande sulla loro vita sessuale
  • domande sui loro genitali
  • domande intime sul loro passato e loro relazioni affettive attuali
  • domande sulla loro situazione ormonale/chirurgica
  1. Non dare per scontato il loro orientamento sessuale. Identità di genere e orientamento sessuale sono due cose diverse.
Il privilegio bianco: disfare lo zaino invisibile
Nel 1990, Peggy McIntosh, docente al Wellesley College, scrisse un articolo intitolato Il privilegio bianco: disfare lo zaino invisibile5. McIntosh osserva che le persone bianche negli USA sono “educate a vedere il razzismo solo in atti individuali di cattiveria, non negli invisibili sistemi che conferiscono il dominio al mio gruppo”. Per illustrare questi sistemi invibili, McIntosh scrisse una lista di 26 inivisibili privilegi di cui le persone bianche beneficiano.
Il privilegio maschile
Scritta da Barry Deutsch, aka “Ampersand”, questa lista – incompleta e UScentrica – prende ispirazione da quella del privilegio bianco e si focalizza sui privilegi invisibili di cui beneficiano gli uomini. Come sottolinea McIntosh, anche gli uomini tendono ad essere inconsapevoli dei loro privilegi in quanto uomini. Evidenziare che i maschi sono privilegiati in nessun modo nega che le brutte cose succedano anche agli uomini. Ma come ha scritto un conoscente, “Il primo grosso privilegio che i bianchi, maschi, di classe medio-alta, con corpo abile, eterosessuali possono affrontare per aiutare è il privilegio di essere ignari del privilegio”. Questa lista, spera l’autore, è un passo per aiutare gli uomini a rinunciare al “primo grosso privilegio1”.
Checklist del privilegio maschile
  1. Le probabilità di essere assunto per un lavoro, quando competo con delle donne, sono a mio favore. Più è prestigioso il lavoro, maggiori sono le mie probabilità.
  2. Posso star sicuro che i miei colleghi non penseranno che ho ottenuto il lavoro per via del mio sesso – anche se può essere vero.
  3. Se non vengo mai promosso, non è a causa del mio sesso.
  4. Se mi va male il lavoro o la carriera, sono sicuro che questo non sarà visto come un marchio nero delle capacità dell’intero genere a cui appartengo.
  5. Ho molte meno probabilità di subire abusi sessuali rispetto alle mie colleghe.
  6. Se svolgo lo stesso compito di una donna, e se la valutazione è del tutto soggettiva, probabilmente la gente penserà che io faccia un lavoro migliore.
  7. Se sono un teenager o un adulto, e non finisco in prigione, le mie probabilità di essere violentato sono relativamente basse.
  8. Generalmente, non sono stato educato ad avere paura di camminare solo dopo il tramonto in posti pubblici come invece viene insegnato alle donne.
  1. Se scelgo di non avere figli/e, la mia mascolinità non verrà messa in discussione.

  2. Se ho figli/e ma non sono la persona che se ne occupa primariamente, la mia mascolinità non sarà messa in discussione.
  3. Se ho figli/e e sono la persona che si occupa maggiormente di loro, sarò lodato per la mia genitorialità straordinaria se sono anche solo minimamente competente.
  4. Se ho figli/e e una carriera, nessun* penserà che sono egoista perché non sto a casa.
  5. Se mi occupo di politica, la relazione con i miei bambini o la persona che assumo per prendersi cura di loro, non saranno passati ai raggi x dalla stampa.
  6. I politici eletti che voto sono per la maggior parte persone del mio genere. Più la posizione politica è prestigiosa e potente, più questo è vero.
  7. Quando chiedo di “vedere la persona in carico”, è molto probabile che mi troverò di fronte ad una persona del mio stesso genere. Più in alto la persona è nell’organizzazione, più sicuro posso essere di questo.
  8. Da bambino, probabilmente sono stato incoraggiato ad essere più attivo ed estroverso delle mie sorelle.
  9. Da bambino, potevo scegliere una varietà pressoché infinita di media per bambini che mostravano eroi positivi, attivi e non stereotipati del mio stesso sesso. Non ho mai dovuto cercarli; i protagonisti maschili erano (e sono) la base.
  10. Come bambino, probabilmente ho avuto maggiori attenzioni dall’insegnante rispetto alle bambine che alzavano la mano spesso quanto me.
  11. Se la mia giornata, settimana o anno sta andando male, non ho bisogno di chiedermi se ogni episodio o situazione negativi avessero delle connotazioni sessuali.
  12. Posso accendere la televisione o dare un occhio alla prima pagina dei quotidiani e vedere persone del mio stesso sesso ampiamente rappresentate.
  13. Se non mi prendo cura delle mie finanze ciò non sarà attribuito al mio genere.
  14. Se guido senza attenzione questo non sarà attribuito al mio genere.
  15. Posso parlare pubblicamente ad un grande gruppo senza che il mio genere sia messo sotto processo.
  16. Anche se dormo con molte donne, non c’è nessuna possibilità che sarò seriamente etichettato come “puttana”, e non c’è nemmeno una controparte maschile dello slut-shaming2.
  17. Non devo preoccuparti del messaggio che il mio guardaroba può mandare sulla mia disponibilità sessuale.
  18. I miei vestiti sono generalmente meno costosi e meglio modellati dell’abbigliamento da donna per lo stesso status sociale. Anche se ho meno opzioni, i miei vestiti probabilmente vestiranno meglio di quelli da donna non sartoriali.
  19. L’igiene personale e la cura di sé che ci si aspetta da me è relativamente economica e prende poco tempo.
  20. Se compro un’auto nuova, è probabile che mi sarà offerto un prezzo migliore che ad una donna che compra la stessa auto.
  21. Se non sono attraente in modo convenzionale, gli svantaggi sono relativamente piccoli e facili da ignorare.
  22. Posso parlare a voce altra senza il rischio di essere chiamato suocera,. Posso essere aggressivo senza paura di essere chiamato stronza.
  23. Posso chiedere protezione legale dalla violenze che accade alla maggior parte degli uomini senza che sia visto come un interesse personale egoistico, dato che questo tipo di violenza è chiamato “crimine” ed è una preoccupazione sociale generale. (La violenza che subiscono maggiormente le donne è solitamente chiamata “violenza domestica” o “stupro da parte di conoscente” ed è visto come un argomento di interesse specifico).
  24. Posso stare sicuro che il linguaggio comune della mia esperienza quotidiana includerà sempre il mio genere. “ Tutti gli uomini sono stati creati uguali”, il medico, ecc.
  25. La mia abilità di prendere decisioni importanti e le mie capacità in generale non saranno mai messe in discussione in base a in quale momento del mese mi trovo.
  26. Non ci si aspetterà mai che io cambi il mio nome se mi sposo o mi sarà chiesto come mai non ho cambiato il mio nome.
  27. La decisione di assumermi non sarà basata sulla suppozione se o meno deciderò di avere una famiglia presto o tardi.
  28. Ogni grande religione nel mondo è guidata principalmente da persone del mio stesso sesso. Persino dio, nella maggior parte delle religioni, è rappresentato come uomo.
  29. La maggior parte delle grandi religioni sostengono che dovrei essere il capo della famiglia, mentre mia moglie e i bambini dovrebbero essere miei subordinati.
  30. Se ho una moglie o una ragazza con cui vivo, è probabile che divideremo i lavori domestici in modo che lei abbia il carico maggiore, e in modo particolare i compiti più ripetitivi e ingrati.
  31. Se ho dei figli/e con la mia ragazza o mia moglie, posso aspettarmi che lei si occupi della cura qotidiana dei bambini/e come cambiare i pannolini e nutrirli.
  32. Se ho figli/e con mia moglie o la mia compagna, e viene fuori che uno dei due deve sacrificare la carriera per far crescere i bambini/e, le probabilità sono che entrambi daremo per scontato che la carriera da sacrificare è quella di lei.
  33. Assumendo che io sia eterosessuale, le riviste, i cartelloni pubblicitari, la televisione, i film, la pornografia e tutti i media praticamente sono pieni di immagini di donne in abiti succinti al fine di attrarmi sessualmente. Immagini di questo tipo con uomini esistono ma sono rare.
  34. In generale, c’è molta meno pressione perché io sia magro rispetto alla mia controparte femminile. Se sono grasso, probabilmente soffrirò di meno conseguenze sociali ed economiche per essere grasso rispetto alle donne.
  35. Se sono eterosessuale, è altamente improbabile che io sia picchiato dalla moglie o dalla partner.
  36. Generalmente, completi sconosciuti non mi si avvicinano per strada e mi dicono di “sorridere”.
  37. Le molestie sessuali per strada praticamente non mi succedono mai. Non ho bisogno di pianificare i miei movimenti attraverso uno spazio pubblico al fine di evitare di essere molestato o ridurre le molestie sessuali.
  38. Nella media, non sono interrotto da donne tanto quanto le donne sono interrotte da uomini.
  39. Ho il privilegio di essere non consapevole del mio privilegio di maschio.
Microaggressioni1
Le microaggressioni sono descritte come scambi sociali in cui un* appartenente alla cultura dominante dice o fa qualcosa che sminuisce e aliena un* appartenente ad un gruppo marginalizzato.
Le donne, comprese le donne trans, spesso riportano esperienze di microaggressioni legate al genere. Le microaggressioni che le donne generalmente affrontano includono: sguardo maschile in un contesto inappropriato; essere toccata senza permesso; accondiscendenza; essere ignorata o interrotta frequentemente; vedere attribuire le proprie idee ad altri. Esempi di microaggressioni sessiste sono: chiamare qualcun@ usando un termine sessista, un uomo che si rifiuta di lavare i piatti perché è ‘un lavoro da donne’, esporre foto di pin-up nude nei luoghi di lavoro, fare delle avances sessuali indesiderate. Le persone transessuali sono generelmente indirizzate con il pronome e il genere sbagliato. Le persone che fanno parte di minoranze sessuali spesso fanno esperienza di microaggressioni. Queste comunemente includono l’esoticizzazione sessuale delle lesbiche da parte degli uomini etero, collegare l’omosessualità ad un disordine dell’identità di genere o ad una parafilia, e fare domande indiscrete sull’attività sessuale della persona.
Le microaggressioni includono i seguenti temi:
  • Oggettificazione sessuale
  • Cittadin* di seconda classe
  • Linguaggio sessista
  • Presupposto di inferiorità
  • Negazione della realtà del sessismo
  • Presupposizione dei ruoli di genere tradizionali
  • Invisibilità sociale

  • Negazione del sessismo individuale

  • Battute sessiste.

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Note
1Tratto e tradotto da: http://en.wikipedia.org/wiki/Microaggression_theory [visitato il 20.10.2014]. Per un approfondimento Annalisa Zabonati,Discorso critico sul sessismo: il sessismo nel movimento animalista antispecista”.
1Tratto e tradotto da http://www.thebabbleout.com/white-male-privilege/ [aggiornato su segnalazione dell’autrice Zoey Miller].
2http://it.wikipedia.org/wiki/Slut-shaming, neologismo […] per definire l’atto di far sentire una donna colpevole o inferiore per determinati comportamenti o desideri sessuali che si discostino dalle aspettative di genere tradizionali o ortodosse, o che possano essere considerati contrari alla regola naturale o soprannaturale/religiosa.
1Tratto da http://tiny.cc/3lp2nx [visitato il 20.10.2014].
2Alex B., La società de/generata: teoria e pratica anarcoqueer, Nautilus, Torino 2012.
1Tradotto e adattato da: http://en.wikipedia.org/wiki/Privilege_%28social_inequality%29 [visitato il 21.10.2014]
2Testo e schema tradotto e adattato da: http://www.consumerstar.org/resources/pdf/Oppression%20and%20Privilege%20Framework.pdf [visitato il 21.10.2014]
3Tratto da http://ita.anarchopedia.org/antisessismo [visitato il 21.10.2014].
4Tratto da http://www.tmcrew.org/sessismo/sexdiscussion.html [visitato il 21.10.2014].
5Tratto da http://www.tmcrew.org/sessismo/greenanarchy.html [visitato il 21.10.2014].
6Garzanti Linguistica http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=antispecismo [visitato il 7.10.2014].
1Tradotto da Advocates for Youth.
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