Livorno, 25 Gennaio 2015: uomini e donne che piantano alberi – di Egon Botteghi

orti urbani 25.01.15
C’è un piccolissimo libro, scritto dall’autore provenzale Jean Giono (Manosque 1895-1970) a cui corre subito il pensiero guardando gli uomini e le donne (ma anche i transgender) che oggi, Domenica 25 Gennaio, hanno piantato il frutteto agli orti urbani occupati di via Goito.
Nella storia infatti de “L’uomo che piantava gli alberi” (Nuova Edizione Istrici D’oro, Salani editori 2008), si narra di un uomo, Elzeard Bouffier, che riportò alla vita una intera regione della Provenza, desertificata dallo sfruttamento per la raccolta del carbone, “semplicemente” piantando alberi, con un lavoro caparbio, disinteressato e solitario, da cui dipese alla fine la felicità di più di diecimila persone.
Perché dove si piantano alberi, ritorna l’acqua e ritorna la vita.
Quando penso che un uomo solo, ridotto alle proprie semplici risorse fisiche e morali, è bastato a fare uscire dal deserto quel paese di Canaan, trovo che, malgrado tutto, la condizione umana sia ammirevole” scrive Giono (op cit, pag 41), che descrive Elzelard, che, arrivato dove desiderava con il suo sacco di ghiande accuratamente scelte, comincia a fare i buchi con un’asta di ferro:
Faceva così un buco nel quale depositava una ghianda, dopo di che turava di nuovo il buco. Piantava querce. Gli domandai se quella terra gli apparteneva. Mi rispose di no. Sapeva di chi era? Non lo sapeva. Supponeva che fosse una terra comunale, o forse di proprietà di gente che non se ne curava? Non gli interessava conoscerne i proprietari. Piantò così le cento ghiande con estrema cura” (op cit, pag 24).
Ed anche agli orti urbani si pianta con disinteresse, felici solo di cercare di fare tornare a vivere una parte di città meravigliosa, altrimenti ridotta a spazzatura e degrado, di restituire un bosco fruttifero alle persone invece che inutile cemento.
Per questo è stata ripulita già da qualche mese l’area di via dell’Erbuccia, per piantare un orto e un frutteto comune.
Allo scopo di reperire i fondi necessari all’acquisto degli alberelli (tutti provenienti da un frutteto biodinamico), la scorsa settimana è stato organizzato un aperitivo con lezione di Forest Gardening presso la mensa autogestita Rist-orto vegan e freegan Polpetta, in via dei Mulini, “Adotta un albero” https://www.facebook.com/events/507214706085620/?ref=3&ref_newsfeed_story_type=regular, ed oggi sono stati piantati, leggendo anche, per ogni varietà a cui si è dato dimora (ci sono meli, albicocchi, peschi, noccioli, mandorli, carrubi, peri, ciliegi) dei brani letterari sulla storia e sul significato simbolico di quelle varietà.
Piantando un ciliegio abbiamo così scoperto che fu portato in occidente per la prima volta dal tribuno militare Lucio Licinio Lucullo, dalla regione del Ponto, in seguito alle campagne contro Mitriade.
Ma quel frutteto vuole inneggiare solo ad una lotta, quella contro la cementificazione,.
Per il resto solo pace, ritorno alla natura e ricerca della felicità anche collettiva, tutti i temi cari a Giono, la cui storia forte e semplice ha accompagnato il nostro lavoro di oggi.
Egon Botteghi
Orti Urbani occupati di via Goito

 

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