El Archivo del Movimiento Antiespecista (Ar.M.A.) sulla rivista Pikara

Riportiamo qui di seguito la traduzione dell’articolo in spagnolo apparso sul numero 5 di  Pikara, scritto da Yadri Ruiz, sul progetto dell’Archivio del Movimento Antispecista in cui viene citato anche il nostro collettivo. 

Nella traduzione, a cura di erika b.,  viene usata la X  per comprendere tutte le identità di genere, così come utilizzato nel testo originale dall’autorx.

 

El Archivo del Movimiento Antiespecista (Ar.M.A.). Identità politica, formazione e cardini della lotta.

Yadri Ruiz

Quando la maggior parte di noi pensa ad un archivio, ci vengono in mente quelle istituzioni
governative, in edifici maestosi, in cui sono conservati documenti storici  che ci servono come fonti della storia.

Tuttavia, esistono anche altri tipi di archivi. Gli archivi autonomi non partono da istituzioni ma dai movimenti sociali stessi e si fanno carico di raccogliere e conservare le tracce scritte delle lotte sociali, come l’Archivio Transfemminista/Kuir del Museo La Neomudéjar, l’Archivo Feminismos León, l’Archivo Queer, l’Archivo del Local Anarquista de Magdalena, ecc. Bene, l’Archivio Antispecista si inserisce in questo tipo di archivi.

L’Archivio Antispecista è un progetto che raccoglie, salva e conserva qualsiasi materiale utilizzato per la diffusione della lotta antispecista, che si tratti di manifesti, opuscoli, fanzine, articoli, testi web, fotografie, riviste, ritagli di stampa, libri, video, canzoni, spillette… Insomma, materiali molto diversi.

Al momento, l’archivio conserva qualcosa come 2.200 documenti, principalmente dallo stato spagnolo ma non esclusivamente, anche da Portogallo, Argentina, Cile, Italia… Non si tratta solo di documenti “vecchi” ma anche del presente, e uso vecchi tra virgolette dal momento che lo sono di un movimento che è ancora giovane, in crescita e ha solo pochi decenni di vita in Spagna.

Considero la conservazione di tale documentazione come un segno di identità politica collettiva e di legittimazione della lotta antispecista.

In questo senso, l’archivio può essere uno strumento per future autoanalisi e riflessioni, per
conoscere cosa è stato fatto e come, per la ricerca o come fonte di creatività.

Ma lo considero anche un modo di fare attivismo cioè, oltre alle funzioni che può avere come archivio, questo progetto è concepito come un archivio attivista che si posiziona e definisce come transfemminista e intersezionale.

I cardini o le linee di lavoro sono: la memoria, ricordare quelle persone umane e non umane
che hanno dato la vita per la liberazione animale; la formazione di attivistx, attraverso letture e la diffusione di workshop; l’intersezionalità delle lotte, opponendoci a campagne che potrebbero essere grassofobiche, sessiste, abiliste, ecc. e sostenendo i comunicati di compagnx attaccatx da violenza sessista; e, ultimo ma non meno importante, la consapevolezza della repressione dello stato e il supporto a prigionierx.

Quando, perché e come nasce

Il progetto inizia alla fine del 2012 a Otívar, una città vicino a Granada. L’idea è nata quando stavo ancora studiando (archivistica) e mi sono messx in contatto con l’archivio del Local Anarchico di Magdalena (Madrid), con cui ho iniziato a collaborare. È stato allora che ho pensato: “Chi scriverà la storia del movimento? Su quali fonti ci baseremo? Su quelle della polizia?”. In questo modo potrei anche unire la formazione professionale alla militanza.

Con più entusiasmo che conoscenze ho creato un blog con la descrizione del progetto e l’ho mandato a tutte le organizzazioni, gruppi e attivistx che conoscevo. Ho ricevuto molto supporto da parte di assemblee e attivistx.

Ho creato una fanpage sui social network, ho studiato gli archivi autonomi e digitali, ho creato un thesaurus e un metodo per classificare l’archivio… Ora sto lavorando al sito web e al catalogo del fondo documentario che è ancora in crescita.

Fin dall’inizio, l’archivio è stato formato raccogliendo materiale delle attività che si svolgono nel presente e, retrospettivamente, raccogliendo materiale degli anni passati. L’archivio si forma sia con il materiale che raccolgo da pagine web e archivi che visito sia con il materiale donato da gruppi, assemblee e individualità.

Una volta individuata l’informazione, la classifico per tipo (grafico, testo, audio, ecc.) e per anno, faccio l’inventario e la catalogo per poterla consultare con un programma di software libero.

Anche se sono l’unica persona responsabile dell’archivio, in realtà non sarei riuscitx a realizzarlo senza le persone che mi supportano e collaborano con me in vari modi: mi aiutano con la compilazione, la diffusione delle pubblicazioni, disegnano le immagini dell’archivio, donano documenti… Devo ringraziare soprattutto Rosalía, Ana, Laura, Catia, l’Assemblea Antispecista di Madrid e 824 Ediciones.

Perché antispecista

Ci definiamo antispecistx perché ciò che mettiamo in discussione è lo specismo nella nostra società. Lo specismo si basa sulla convinzione che esista una serie di caratteristiche che separano umani e non umani (come l’intelligenza, per esempio) o per questioni di simpatia o potere. Tuttavia, rivedendo una ad una queste caratteristiche che pretendono di essere divisive, arriviamo alla conclusione che né umani né non umani le posseggono al 100%, ma solo in una certa misura e che l’unica caratteristica rilevante quando si pensa a qualcunx è la capacità di sentire (godere e soffrire) e questo è condiviso da tutti gli animali.

Pertanto, continuare a dare benefici agli umani a sfavore degli altri animali e usarli come risorse (cibo, intrattenimento, sperimentazione, abbigliamento…) sarebbe totalmente ingiusto. Non si tratta di migliorare le condizioni o abolire solo certe pratiche, ma di adottare il veganismo come pratica politica e la liberazione animale come lotta.

L’intersezionalità con i transfemminismi

Come in tutti i movimenti sociali, anche nel movimento antispecista ci sono pratiche sessiste che hanno reso invisibile il lavoro di molte persone o che sono state offensive verso alcuni gruppi sociali.

In risposta a ciò, in questi ultimi anni si sono generati discorsi, pratiche e collettivi che intersezionano la liberazione animale con i transfemminismi (che sono anche collettivi non misti) come il Colectivo Jauría, il Grupo Antiespecismos Transfeministas/Transfeminismos antiespecistas, il progetto documentario Muta, Transfemministas por la Liberación Animal, la recente creazione di A.G.I.T.A. Come fanno anche Rata Dentata, in Portogallo e il collettivo anarcoqueer-eco-veg-femminista Anguane, in Italia. Lotte concrete intersezionali potrebbero essere, ad esempio, la lotta alla grassofobia e alle aggressioni sessiste.

D’altra parte, riteniamo che l’antispecismo non venga affrontato dai femminismi, tranne in poche occasioni (pasti vegani nelle giornate femministe). Questo perché i femminismi non stanno includendo la lotta antispecista come lotta anti-patriarcale o la specie come cardine dell’oppressione.

Un po’ di storia attraverso il materiale dell’archivio.

Il primo documento è un volantino per una campagna storica del movimento antispecista chiamato “Vivisezione: una pratica di un altro secolo” che Alternativa para la Liberación Animal(ALA) ha realizzato in 22 città dello stato spagnolo tra il 3 aprile e il 10 maggio 2002. Con pochissimo supporto sociale o mediatico, un gruppo di attivistx hanno percorso lo stato spagnolo con un furgone per offrire conferenze in ogni città mentre le persone della zona le organizzavano, chiedendo permessi, mettendo in giro poster…

 

 

 

Il secondo è un poster della manifestazione del 5 novembre 2016 a Madrid e Lisbona. È stata la prima manifestazione antispecista effettuata contemporaneamente nello stato spagnolo e in
Portogallo. È stata organizzata dal collettivo 1 de noviembre,  l’Asamblea Antiespecista de Madrid e il Movimento pela Abolição dos Matadouros.

 

 

 

 

Il terzo corrisponde ad una fotografia della manifestazione anti-tauromachia a Madrid (2016) dove il blocco antispecista ha ricordato l’attivista Javier Bueno Aranzábal, morto in un incidente nel 2016 dopo oltre due decenni di militanza critica e costante.

 

 

 

Il quarto è un poster della prima presentazione dell’Archivio del Movimento Antispecista che si è svolto nel Local Anarquista de Magdalena (Madrid) il 7 luglio 2017. A settembre sarà presentato nelle Asturie, Galizia, Granada …

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