Perché quest’anno andiamo al Padova Pride

Il pride nasce per commemorare i moti di Stonewall del 1969 e per riaffermare il diritto ad esistere e ad autodeterminarsi delle persone lgbtiq*. Negli anni, la rivendicazione politica è andata perdendosi, lasciando posto da un lato all’omonormatività e omo-logazione (che poco ha a che vedere con una vera inclusione), dall’altro ad un riproporre un’idea stereotipata di ciò che viene considerato gay (che poco ha a che fare con l’autodeterminazione).
Quest’anno, come collettivo Anguane abbiamo deciso di partecipare al Padova Pride perché viene proposta una prospettiva intersezionale, che è alla base del nostro lavoro e delle nostre analisi e che comprende la lotta per la liberazione di tutti gli esseri senzienti, individuando una comune radice nelle prassi di dominio e sfruttamento.
Intendiamo intersezionalità nella sua accezione proposta da Kimberlé Crenshaw, ovvero l’intersezione di più oppressioni che una persona si trova ad affrontare in base alle sue diverse identità sociali (genere, etnia, classe sociale, corpo più o meno abile, ecc.).
Ecco perché abbiamo scelto di essere presenti al Padova Pride: scendiamo in piazza per portare una rivendicazione trasversale e intersezionale per la liberazione, per ricordare chi ha lottato per i propri diritti, per chi ancora lo fa e ne paga le conseguenze, per chi ancora non conosce la vera libertà (umano o altro-da-umano che sia), perché le lotte si intersecano e si sostengono. Fino a quando tutt* saranno liber* di essere.

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